Viaggiare in Thailandia:
guida e consigli

La Thailandia attira un gran numero di turisti da tutto il mondo. La sola presenza di turisti italiani, nel 2016, ha registrato 265.000 ingressi.

Crescendo l’interesse degli italiani verso il Paese del Sorriso, abbiamo deciso di fornire di seguito una guida di viaggio per la Thailandia, meta meravigliosa con una lunga storia e un’importante tradizione culturale.

Contenuto

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Viaggiare in Thailandia:
consigli per organizzarsi

Visto per la Thailandia

Un italiano può visitare la Thailandia senza dover scrivere al consolato o richiedere il visto: vige infatti per i cittadini italiani la possibilità di stare nel  Paese per 30 giorni, a patto che lo si raggiunga mediante viaggio aereo.

Qualora si raggiungesse la Thailandia da una frontiera terrestre, per esempio provenendo da Laos, Cambogia o Malesia, il visto ha una validità non superiore ai 15 giorni. Se viaggiate con un cittadino non italiano, come è capitato al sottoscritto, è bene controllare la durata del visto in ingresso, se previsto, del vostro compagno/a di viaggio.

La validità residua del passaporto per chi soggiorna in Thailandia per meno di 30 giorni è pari a 6 mesi.

Ottenere il visto

Se il soggiorno supera i 30 giorni bisogna contattare il consolato o l’ambasciata e richiedere senz’altro il visto turistico che consente di soggiornare 60 giorni.

Dovrete munirvi di:

  • Passaporto in originale
  • La richiesta di visto turistico compilata
  • Una fotocopia del passaporto (bastano le prime tre pagine)
  • Itinerario del volo (non è obbligatorio acquistare il biglietto aereo per richiedere il visto)
  • Prenotazione dell’hotel
  • Estratto conto bancario con saldo di almeno 550,00 €

Il visto turistico ha un costo di 30,00 €.
L’ambasciata thailandese è situata a Roma, vi sono inoltre sei città che ospitano il consolato thailandese in Italia: Torino, Genova, Venezia, Milano, Catania e Napoli

L’emissione del visto richiede tre giorni lavorativi

Estendere il soggiorno

Una volta in Thailandia, se volete soggiornare più lungo, dovrete fare una richiesta agli ufficiali che si occupano dell’immigrazione

Quando andare in Thailandia

La Thailandia, essendo compresa tra il tropico del Cancro e l’Equatore, ha un clima tropicale con numerose variazioni all’interno del territorio, dato l’orientamento del paese da nord a sud, lungo l’asse meridiano.

Nel Nord del Paese, a Chiang Mai, la media mensile minima si registra a gennaio e non supera i 15 gradi centigradi, laddove a Krabi si attesta poco sotto i 22 gradi centigradi.

Non preoccupatevi, non c’è il rischio di morire assiderati in Thailandia: l’unico inconveniente potrebbe essere di trovare piogge torrenziali.

Si possono isolare tre periodi nel clima thailandese (non useremo il termine stagione per non creare confusione):

Periodo fresco: va da novembre a fine febbraio, le precipitazioni sono ridotte e si registrano le temperature minime, ad esempio ci sentiamo a chi si reca nel nord del Paese, a Chiang Mai, di mettere in valigia qualche abito pesante, poiché le temperature possono raggiungere i 5 gradi. Non vi sono problemi invece per chi si reca a Bangkok o nel sud del paese. Questo è il periodo che vanta il maggior numero di ingressi e bisogna muoversi per tempo poiché, come insegnano le leggi del mercato, al crescere della domanda si alzano di conseguenza i prezzi.

Periodo caldo: va da marzo a giugno. Ideale per gli amanti della vita in spiaggia, sconsigliato a chi vuole visitare Bangkok, poiché se è vero che non ci vuole una grande prestanza fisica per stare sdraiati in spiaggia con un drink in mano, non è altrettanto vero che non ci voglia per visitare la capitale quando le temperature sono elevate.

Periodo delle piogge: va da luglio a settembre/ottobre. Certo, non vuol dire che piova ininterrottamente, ma le piogge sono subitanee, torrenziali e spesso si verificano inondazioni.

Quel che abbiamo scritto sopra vale come riassunto generale. Va detto che il clima è molto variabile e che bisogna senz’altro controllare l’area specifica che si vuole visitare. In fondo anche in Italia il clima è molto diverso tra Torino e Palermo: laddove in una città potrebbe far freddo, nell’altra potrebbe esserci chi già va al mare.

Voli economici per la Thailandia

 

Gli aeroporti principali del Paese sono a Bangkok (Suvarnabhumi e Don Mueang) e Phuket. L’aeroporto Bangkok-Suvarnabhumi è l’hub principale della Thai Airways e di altre compagnie aeree: numerosi sono i voli che da qui partono e qui arrivano. L’aeroporto Don Mueang è meno importante del primo ma pur sempre in uso: numerosi voli interni consentono di raggiungere altre mete del Paese.

L’aeroporto internazionale di Phuket vanta come il Suvarnabhumi rotte intercontinentali ed è di importanza centrale per il turismo.

Per raggiungere la Thailandia potete prendere un volo intercontinentale che vi consenta di raggiungere Bangkok o Phuket. Va però valutata un’altra opzione. Per chi parte dall’Italia talvolta potrebbe essere più vantaggioso atterrare in un altro paese asiatico, starvi qualche giorno e poi partire alla volta della Thailandia.

Così abbiamo fatto noi nel marzo del 2017: siamo atterrati a Kuala Lumpur in Malesia, dove ci siamo fermati due giorni per poi ripartire con la Malindo Air per Bangkok. Così facendo abbiamo risparmiato un centinaio di euro.

Riuscimmo a trovare un volo molto economico (430,00 € a/r) da Torino a Kuala Lumpur, trovando l’offerta su un sito che purtroppo non è più operativo (chepflightslab). 

Pernottare

Se c’è una cosa che non manca in Thailandia è l’offerta di alberghi, guesthouse, resort e case private. Troverete sicuramente un posto dove dormire.

I prezzi migliori si trovano nel periodo compreso tra maggio e agosto (ovviamente dipende dalla location), mentre nel periodo che va da dicembre a febbraio si registra un aumento di turisti e di conseguenza un incremento dei prezzi.

Se contate di soggiornare soltanto in un luogo vi consigliamo di prenotare dall’Italia direttamente il posto dove pernotterete. Se invece il vostro è un viaggio itinerante, e voi siete inclini al vagabondaggio, muniti di smartphone potrete decidere durante la permanenza dove andare e di conseguenza dove pernottare.

L’opzione più economica è il pernottamento in una dorm (vale a dire una stanza con più letti) in una guest-house. Siamo in un range che va dai 4 ai 10 euro per notte e spesso il bagno come diceva il figlio del Perozzi in “Amici miei” descrivendo la casa del Conte Mascetti è “un cesso coi piedoni”, dove anche la doccia è condivisa.

Sconsigliamo caldamente questa opzione a chi si reca in viaggio di nozze in cerca di intimità.

Quanto più vi avvicinate alle città toccate dal turismo di massa, tanto più probabile sarà trovare guest-house che offrono servizi aggiuntivi, quali wi-fi, televisione (ma non andrete mica in Thailandia a guardare la tv, no?) frigo e spesso organizzano visite guidate il cui costo è più alto rispetto a quello che potreste trovare organizzandovi da voi.

Se avete trovato la guest-house che fa per voi e siete soddisfatti con i servizi offerti, potrete chiedere uno sconto prenotando per una settimana, soprattutto nella bassa stagione (si può risparmiare fino al 25%).

Se siete viaggiatori itineranti o affrontate un viaggio improvvisato, potreste riuscire a ottenere un sconto elevato prenotando una stanza il giorno stesso del soggiorno, andando così a pagare una tariffa da ostello per una stanza in un hotel a 4 stelle. Tuttavia questa soluzione è un po’ rischiosa, poiché potreste trovarvi in alta stagione a negoziare con qualcuno che non è disposto a scendere di prezzo.

Muoversi in Thailandia

La Thailandia è il cinquantunesimo stato per superficie, con 514.000 km quadrati di estensione territoriale (l’Italia figura al sessantasettesimo posto con 329.560 km quadrati) ed è piuttosto varia al suo interno, come abbiamo anticipato nel paragrafo sul clima. Vogliamo di seguito indicarvi quali opzioni offre il paese per muoversi.

Nella capitale sono presenti due aeroporti: Don Mueang (DMK) e Suvarnabhumi (BKK), che distano una cinquantina di km l’uno dall’altro.

L’aeroporto Don Mueang è stato il primo aeroporto internazionale (aperto nel 1914) di Bangkok ed è stato chiuso per pochi mesi (da settembre 2006 a marzo 2007) dopo l’apertura del più recente e capiente aeroporto Suvarnabhumi.

La differenza sostanziale tra i due aeroporti è che il Don Muaeng ospita voli interni di compagnie low-cost e voli per altre destinazioni in Asia, laddove il Suvarnabhumi connette la Thailandia anche con l’Europa, il Medio-Oriente, l’Africa e l’Australia.
In parole povere, se arrivate in Thailandia con un volo diretto da Milano, atterrerete sicuramente nell’aeroporto Suvarnabhumi.

I due aeroporti sono connessi da un servizio di bus gratuito, per cui se arrivate a Suvarnabhumi e dovete andare a Krabi, potete usufruire dello shuttle gratis per raggiungere Don Muaeng.

 

Voli interni

Se stare seduti 11 ore su un autobus non vi va a genio e volete ridurre al minimo le ore trascorse per lo spostamento da una parte all’altra del Paese, allora dovrete valutare l’opzione di prendere dei voli interni.

La liberalizzazione ha consentito la nascita di numerose compagnie aeree che consentono di acquistare biglietti relativamente economici – si parte da tariffe che si aggirano intorno ai 30,00 € dall’aeroporto Suvarnabhumi a Bangkok verso numerose mete: Chiang Mai, Krabi, Phuket, Surat Thani, Chiang Rai etc.

Un consiglio che possiamo darvi e’ di prenotare con due settimane di anticipo il vostro volo, poiché il costo dei voli è contenuto (talvolta persino inferiore al costo del biglietto del treno) quando si prenota per tempo. Più ci si approssima alla data della partenza e più i prezzi crescono.

Ecco un elenco delle compagnie che operano voli interni:

  • Air Asia
  • Bangkok Airways
  • Kan Airlines
  • Lion Air
    Orient
  • Thai
    Nok Air
  • Thai Airways
  • Thai Smile

Treni

La rete ferroviaria si estende per circa 4000 km e copre la maggior parte del Paese: da Chiang Mai fino a scendere in Malesia.

Viaggiare in treno in Thailandia potrebbe richiedere più tempo che viaggiare col pullman – i treni sono spesso in ritardo e si muovono con relativa lentezza – tuttavia l’esperienza di viaggiare sulle rotaie è molto suggestiva e sicuramente darà un colore diverso al vostro soggiorno.

In Thailandia vi sono tre classi (in Italia la terza classe ferroviaria fu abolita nel 1956).

Prima classe (chan neung): alcune tratte dispongono di cuccetta e aria condizionata, fondamentale se non volete liquefarvi.

Seconda classe (chan song): il biglietto costa circa la metà rispetto alla prima classe, i sedili sono confortevoli.

Terza classe (chan saam): è il modo più economico per spostarsi in Thailandia e può essere, come direbbe qualcuno, un’esperienza molto pittoresca. Durante la sosta nelle numerose stazioni è possibile comprare bevande per rinfrescarsi e cibo da stuzzicare.

Vi consigliamo di prenotare con anticipo un viaggio in treno, in modo particolare se la tratta è lunga e avete bisogno di una cuccetta.

Potete scrivere una mail in inglese o in thailandese (se ne siete capaci) alla State Railway of Thailand al seguente indirizzo passenger-ser@railway.co.th.

Vi è anche la possibilità di prenotare (soltanto per treni che partono da Bangkok o da Chiang Mai) dal sito https://12go.asia/en, dove è peraltro possibile acquistare biglietti per i traghetti che portano alle isole (Koh Phangan, Koh Phi Phi, Koh Kood).
Per consultare gli orari delle partenze e degli arrivi dei treni, i costi dei biglietti (espressi in baht) e le coincidenze potete visitare https://www.seat61.com/Thailand.htm.

Le strade in Thailandia

Le strade thailandesi sono ben mantenute e le loro condizioni sono migliori rispetto a quelle degli stati limitrofi. Il senso di marcia è inverso rispetto a quello italiano: si guida a sinistra, come nel Regno Unito.

Attenzione dunque, qualora doveste noleggiare un’automobile, a non confondervi. Non è tanto la condizione delle strade il dato saliente, quanto la condotta degli automobilisti.

Se vi è capitato di viaggiare, senza andare troppo lontano, pur restando in Italia, vi sarete resi conto che le abitudini di guida cambiano enormemente da una provincia all’altra. Ebbene, l’autista thailandese può sembrare agli occhi di un italiano un conducente un po’ spericolato.

Purtroppo la Thailandia deteneva nel 2013 il secondo posto (al primo posto la Libia) per il numero di morti a seguito di incidente stradale. L’uso di alcolici e l’abitudine dei motociclisti di guidare contromano – nonché il fatto che molti autisti non usino le luci di notte – rendono la Thailandia un posto molto pericoloso per i pedoni e per i conducenti.

Il dato positivo è che, per chi volesse prendere un auto a nolo, le indicazioni stradali sono scritte anche in inglese e le stazioni di rifornimento sono ben distribuite sul territorio.

Bus

Il Paese è ben servito da un servizio di pullman fornito dalla BKS, compagnia del governo che conta per ogni provincia almeno una stazione.

Questa compagnia, in termini di qualità, rappresenta la scelta migliore per spostarsi. Unico accorgimento che ci sentiamo di darvi è di munirvi di una maglia a maniche lunghe, specialmente se affronterete un viaggio lungo, poiché in Thailandia l’aria condizionata dei Pullman raggiunge temperature vicine allo zero assoluto.

Sawasdee è un sito che oltre a raccogliere informazioni circa i voli che collegano il Paese, contiene una timetable del servizio di bus che vi consentirà di organizzare gli spostamenti, benché per effettuare la prenotazione si debba andare direttamente sul sito della compagnia.

I pulmini della BKS si possono suddividere in 6 categorie, di seguito elencate dalla più economica e meno confortevole alla meno economica e più confortevole:
Bus locali: sono relativamente lenti e affollati. L’autista adotta una politica che si potrebbe definire “aggiungi un posto a tavola che c’è un amico in più”. Accettabile per percorrere brevi distanze, per tratte più lunghe diventa una prova di resistenza fisica.

Bus express: di colore arancione, possono trasportare all’incirca 65 persone. Seguono le stesse tratte dei bus locali, saltando alcune fermate.

Bus di seconda classe: di colore blu e bianco con una striscia arancione, capiente 48 posti, munito di aria condizionata, salta più fermate del bus express.

Bus di prima classe: di colore blu e bianco, senza striscia arancione, munito di aria condizionata, toilette a bordo e possibilità di acquistare snack. Capiente tra i 40 e i 60 posti.

Bus VIP: come il bus di prima classe, talvolta è indicata la scritta VIP sulla fiancata del mezzo. Incluso nel biglietto vi è il pasto. Capiente circa 32 posti.

Bus S-VIP: il quid è la comodità maggiore, essendoci meno posti a sedere rispetto al bus VIP. Solitamente effettua viaggi di notte.

Oltre alla BKS, vi sono numerose altre compagnie private che prestano lo stesso servizio che partono dagli stessi terminal.

Ci sentiamo di consigliarvi di stare attenti ai cosiddetti VIP bus che pullulano nelle aree a più alta concentrazione turistica: in cambio di un leggero risparmio si ottiene un servizio di gran lunga peggiore, rischiando di viaggiare in furgoni affollati che non si curano della sicurezza dei passeggeri.

Metropolitana e Skytrain a Bangkok

Spostarsi a Bangkok può richiedere molto tempo. Le strade sono trafficate 24 ore al giorno e spesso vi sono imbottigliamenti. Una soluzione ottima che può farvi risparmiare molto tempo è l’uso della metropolitana e dello Skytrain.

La metropolitana (nota anche con MRT) propriamente detta (sotterranea) ha ad oggi due linee:

Linea blu: ha 18 stazioni e consente di giungere alla stazione ferroviaria principale nel centro cittadino. Ha inoltre interscambi con lo Skytrain e con la linea viola.
Linea viola: ha 16 stazioni e un interscambio con la linea blu.

Lo skytrain (detto altrimenti BTS) si compone di due linee sopraelevate:

Linea Sukhumvit: ha 23 stazioni e consente di raggiungere l’aeroporto Suvarnabhumi scendendo alla stazione Phaya Thai, essendovi una connessione con la linea ARL (Airport Air Link).
Linea Silom: ha 13 stazioni, non ha una connessione con la linea ARL ma consente l’interscambio in due stazioni con le linee MRT. Questa Linea passa sotto il Chao Phraya, fiume navigabile che attraversa la città di Bangkok.

Tuk-tuk

I tuk-tuk sono forse il mezzo di trasporto che più colpisce il viaggiatore occidentale. Io vi sono salito diverse volte e ogni volta facendo il segno della croce e recitando una giaculatoria. Si tratta di uno scooter con un carrello attaccato sul lato che consente di trasporto fino a quattro persone (se siete tutti molto magri anche cinque o sei forse).

I prezzi non sono fissi e bisogna contrattare con il conducente per avere un buon prezzo. Non sempre i conducenti sono ben disposti a trattare. Se siete con un thailandese che parla la lingua avrete maggiori possibilità di trattare sul prezzo.

Taxi

I taxi sono presenti ovunque. Vi consigliamo di richiedere espressamente all’autista di calcolare la tariffa sulla base del cronotachigrafo e di prestare particolare attenzione ai tassisti che si aggirano presso le aree più affollate di turisti.

Motocicli, ciclomotori e auto a nolo

Moto e motorini sono ovunque in Thailandia e più generale nel Sud-Est Asiatico. È inoltre molto diffuso l’impiego dei due ruote come taxi a un costo molto contenuto. Ovviamente la soluzione è ideale se viaggiate da soli se sono a disposizione almeno due motoveicoli.

Il noleggio di moto e motorini, di ogni cilindrata, è ben attestato nel Paese.

Data la pericolosità delle strade thailandesi, ci sentiamo di sconsigliarvi caldamente di noleggiare una moto, un motociclo o persino un’automobile a meno che non abbiate una patente internazionale (la patente italiana non è riconosciuta in Thailandia) e siate sicuri che il mezzo sia coperto da assicurazione.

Quanto è scritto sopra è un’opinione personale. Se avete già esperienza del traffico thailandese e siete abituati a noleggiare automobili, motocicli o ciclomotori, sappiate che le tariffe hanno un range che va dai 150 baht al giorno per uno scooter 125 ai 2.500 baht al giorno per una Honda CBR 1000RR.

Il motociclista e il trasportato hanno l’obbligo di indossare il casco. Spesso nelle località turistiche vi sono controlli da parte della polizia locale e il mancato rispetto di questo obbligo può farvi incorrere in una sanzione relativamente bassa (400 baht circa) che potrebbe farvi perdere molto tempo alla stazione di polizia, dove potreste imbattervi in una lunga fila di sanzionati.

Se volete noleggiare un’automobile, gli importi si aggirano tra i 570 e i 1.300 baht al giorno in base al tipo di veicolo.

Ci teniamo a ricordarvi che il mancato possesso di una patente thailandese o di una patente internazionale può inficiare la copertura assicurativa, pertanto, se causate un incidente, sarete civilmente responsabili.

Possibili truffe

Noleggiare un veicolo può rendervi soggetti al rischio di truffe. Per esempio, può succedere che il responsabile della società di noleggio rifiuti di restituirvi in parte o in toto la cauzione da voi pagata per via di danni al veicolo. Vi consigliamo di fotografare il veicolo prima del noleggio, cosicchè possiate dimostrare che gli eventuali danni alla carrozzeria erano già presenti.

Un altro rischio può essere che il veicolo venga rubato da qualcuno che, in accordo con il noleggiatore, vi segua e rubi il veicolo non appena rimanga incustodito aprendolo con un doppione delle chiavi (anche questo è però poco dimostrabile, potreste avere il sospetto, ma mai la certezza di essere stati truffati).

Se vi ritrovate in una situazione di questo tipo non esitate a chiamare la tourist police al numero 1155, un servizio dedicato espressamente per evitare inconvenevoli ai turisti che potrebbe esservi di grande aiuto per risolvere il problema.

Trasporto fluviale

La Thailandia ha due sistemi fluviali: il Chao Phraya (che passa da Bangkok) e il Mekong che segna il confine con il Laos. Entrambi i fiumi sono navigabili: vi è un vero e proprio sistema di trasporto su long-tail boat (vale a dire imbarcazioni con un timone molto lungo).

Le long-tail boat sono disponibili ovunque: sia lungo il corso di questi due fiumi sia presso le località di mare come Krabi e le isole Phi Phi.

Il vantaggio di queste imbarcazioni è dato dal fatto che sono molto adatte allo spostamento anche in acque poco profonde tuttavia sono un po’ lente (sicuramente molto meglio la long-tail boat che nuotare per due ore).

A Bangkok rimarrete affascinati dall’agilità dei “mozzi” che assicurano l’imbarcazione al molo e farete più docce sulle long-tail boat che nel bagno del vostro albergo, quindi vale la pena portarsi un po’ di shampoo.

Per raggiungere isole in mare aperto, quali Phi Phi Island e Koh Samui bisogna ricorrere ai ferry-boat (o come si dice in Italia “traghetti”). Questi traghetti sono muniti di aria condizionata e offrono la possibilità di acquistare bevande e snack (o come dicono le nonne italiane “schifezze”). Ovunque nelle località lungo il litorale troverete più agenzie che vendono biglietti per raggiungere le isole, non preoccupatevi.

Preparare la Valigia

Che cosa portare in Thailandia?

  • Calzature facili da togliere

Vi capiterà spesso di dover togliere le vostre calzature in Thailandia: per entrare in un tempio, per una seduta di massaggio thailandese, talvolta per entrare in certi bar. Vi consigliamo di portare delle ciabatte, dei sandali o delle scarpe senza lacci.

  • Pantaloni lunghi e scialle

Per entrare in alcuni templi o nel Grande Palazzo Reale a Bangkok, bisogna rispettare un certo dress-code: le gambe vanno coperte e altrettanto le spalle.

  • Giubbino

Data l’onnipresenza dei condizionatori, vi suggeriamo di portarvi qualcosa per coprirvi, potreste arrivare a sentire freddo in un locale quando magari fuori la temperatura si aggira intorno ai 30 gradi.

  • Adattatore

In Thailandia le prese di corrente non sono adatte ai nostri caricatori. Vi consigliamo di comprare un adattatore universale per evitare di restare senza batteria.

La corrente erogata nel Paese ha una tensione di 220 V e 50 Hz, laddove in Italia il voltaggio è di 230 e 50 Hz.

Negli hotel abituati ad accogliere turisti da tutto il mondo non dovreste avere problemi. L’unico problema potrebbe essere se il vostro caricatore ha tre spine invece che due. In tal caso avrete bisogno di un adattatore. Altro caso è quello in cui la presa thailandese abbia preveda l’inserimento di 2 spine piatte (negli hotel vanno per la maggiore prese adatte ad accogliere due spine tonde, come abbiamo in Italia).

Se il vostro è un viaggio itinerante e la Thailandia rappresenta soltanto una tappa, vi consigliamo di acquistare un adattatore universale una volta sul posto: risparmierete sul prezzo comprando in baht.

  • Scarpe da trekking

Può capitarvi di dovervi avventurare nel nord del Paese o, come è capitato a noi, di trovarvi di notte nella piccola giungla di Phi Phi Island. Nel nostro caso è stato provvidenziale e salvifico l’incontro con una guida turistica che ci ha prestato delle scarpe adatte ad affrontare l’impervia e al contempo dolce selva thailandese.

  • Dry Sacs (sacchi impermeabili)

Saranno numerose le opportunità di fare kayak e di spostarsi in mare. Solitamente, se noleggerete un kayak, vi forniranno un dry sack per proteggere quanto di elettronico vi portate appresso (per esempio il telefonino). Per sicurezza, qualora viaggiaste con una reflex o con apparecchiatura elettronica ingombrante, vi consigliamo di acquistare un dry sack abbastanza capiente, poiché quelli forniti dai noleggiatori di kayak non vi consentono di proteggere dall’acqua granchè oltre al telefonino e al portafoglio.

  • Sigaretta elettronica/ tabacco/ alcohol

Il ministero del Commercio nel 2016 ha vietato l’uso della sigaretta elettronica nel Paese. Pertanto, se siete svapatori, dovrete lasciare in Italia la vostra e-cig e magari decidere una buona volta di smettere definitivamente. L’importazione e l’uso della sigaretta elettronica comportano sanzioni economiche o addirittura penali – se importate illegalmente questi dispositivi.

Quanto al tabacco e all’alcohol, se bevete esclusivamente il limoncello fatto da vostra nonna e le sigarette confezionate con foglie patrie, è consentito importare fino a 250 grammi di tabacco sotto forma di sigari o sigarette e fino a un litro di alcohol. Vi sconsigliamo di ingombrare così malamente la vostra valigia, troverete alcohol e sigarette anche in Thailandia a un prezzo inferiore.

Guida di Viaggio
in Thailandia: Soggiorno

Cultura

Parlare della cultura di un paese come la Thailandia è problematico. Ci vorrebbe un volume monografico per illustrare la storia di un’area che era popolata già a partire dal paleolitico, che ha ospitato numerosi regni, durante i quali si sono succedute diverse dinastie. Accenneremo brevemente ad alcuni aspetti della cultura thailandese.

Lingua

La lingua ufficiale della Thailandia è il thailandese, appartenente alla famiglia liguistica Tai-Kadai. Sapere questa cosa, se non siete linguisti, non vi servirà molto, a meno che non vogliate soggiornare per un lungo periodo in Thailandia o dobbiate superare un esame di lingue e culture dell’Asia.

Ora, va detto che il thailandese, così come il mandarino e alcune lingue bantu, è una lingua tonale, vale a dire che il significato di una parola varia al variare del tono. Può sembrare difficile afferrare il concetto, ma non è tanto difficile.

Immaginate di chiedere “Hai già mangiato?” a un bambino che ha fame.
Ora immaginate di rimproverare con severità lo stesso bambino che, dopo un lauto pasto, reclama caramelle e cioccolato: “Hai già mangiato!”.

Ebbene, queste due frasi, apparentemente uguali, hanno una differenza di tono e di conseguenza una di significato. Il thailandese funziona così non soltanto con le frasi (affermativa invece che interrogativa), ma anche per i sostantivi (vale a dire le parole).

Il thailandese è sì l’unica lingua ufficiale del Paese, ma non è l’unica lingua parlata: varie sono le parlate della Thailandia oltre al thailandese.

Alfabeto:

Il thailandese è scritto con un alfabeto che rappresenta i suoni (come l’alfabeto latino) e si scrive da sinistra verso destra. L’alfabeto prevede 44 consonanti e 28 forme vocaliche (che si scrivono sopra, sotto, a destra, a sinistra o intorno alla consonante). Inoltre vi sono dei segni grafici per distinguere i 4 toni della lingua thailandese (si tratta del primo alfabeto nella storia ad avere segni per indicare i toni).

Diversamente dall’alfabeto latino, che prevede corsivo, stampatello maiuscolo e stampatello maiuscolo, l’alfabeto thai prevede un solo tipo di grafia. Per fortuna. Pensate quanto problematico potrebbe essere imparare 3 tipi di scrittura per un alfabeto che prevede 44 consonanti.

Malese: nel sud del Paese vi sono comunità di origine malese e di religione islamica che parlano una variante del malay;

varietà del cinese: principalmente le comunità cinesi che vivono in Thailandia parlano il teochew (variante del Guangdong) e il cantonese;

isan o lao: nel nord del paese viene parlata questa lingua (o se preferite dialetto), appartenente alla stessa famiglia linguistica del thailandese;

lingue mon khmer: vengono parlate dalle minoranze etniche che vivono lungo il confine con la Cambogia;
una particolare posizione ricopre il sanscrito, studiato dai monaci buddhisti ma non usato nella vita quotidiana. Numerosi sono i prestiti sanscriti nella lingua thai, per via della grande influenza che la religione buddhista, giunta in Thailandia dall’India, ha rivestito e riveste nella cultura thailandese;

Inglese: la Thailandia non è mai stata colonizzata dagli Inglesi, per questo motivo la lingua non è così diffusa come potrebbe essere in India. Tuttavia, la lingua è studiata nelle scuole a partire dagli anni ‘80 e grazie al crescente turismo, è parlata senza problemi nelle mete turistiche. Potrete esprimervi in inglese con qualsiasi albergatore e barista a Bangkok, Krabi e Phi Phi Island, non preoccupatevi.

Religioni

La religione più praticata in Thailandia è il buddhismo theravada, noto anche come hinayana, termine evitato perché significante “veicolo piccolo”, contrapposto al mahayana (veicolo grande) e al vajrayana (veicolo adamantino) diffuso in altre parti dell’Asia. Questa forma di buddhismo si basa sul canone pali, redatto nella lingua che verosimilmente il Buddha parlava. Le altre tradizioni, il mahayana e il vajrayana si basano su altri testi.

L’insegnamento di Siddhartha Gautama, il Buddha storico, avvenne in un’area compresa tra l’attuale Nepal e l’India a cavallo tra il VI e il V secolo ante era volgare (o se preferite avanti Cristo). Sono passati molti secoli da allora e il buddhismo si è suddiviso in diverse scuole, così come è successo con il cristianesimo (ortodossi, cattolici, calvinisti, luterani, valdesi, evangelici, copti etc.) e con l’islam (sciiti, sunniti, ibaditi, kharigiti, imamiti etc.).

Invece di porre l’accento sulle differenze tra le diverse scuole del buddhismo, basti sapere che le tre scuole (o veicoli) principali del buddhismo condividono l’insegnamento fondamentale che enuncia l’esistenza delle Quattro Nobili Verità: la verità del dolore; la verità dell’origine del dolore; la verità della cessazione del dolore; la verità della via che conduce alla cessazione del dolore.

Il buddhismo theravada pone particolare importanza sulla vita monastica e potrete vedere, ovunque in Thailandia, templi e gruppi di monaci vestiti color zafferano di ogni età.

Il buddhismo è sì la religione più praticata, ma non l’unica: nel sud del Paese sono presenti minoranze di musulmani di origine malese di confessione sunnita; nelle città più popolate, Bangkok per prima, sono presenti comunità cristiane, ebraiche, induiste, sikh e cosiddette animiste (religione presente in ogni angolo del pianeta, categoria residuale usata per descrivere sistemi di riti e credenze locali che non trovano una sistemazione tra le religioni più note e diffuse).

Un esempio di come le religioni siano sincretiche, può essere dato in Thailandia dall’esistenza dai saan phraphuum (case degli spiriti), templi in miniatura solitamente collocati in un angolo dei negozi, degli uffici e anche nei parchi, aventi la funzione di dissuadere gli spiriti maligni di interferire negativamete con la vita quotidiana. 

Muay Thai

Considerata da alcuni uno sport da combattimento, da altri un’arte marziale, questa disciplina è divenuta famosa anche in Italia. A Torino, dove abito, sono numerose le palestre dove si può praticare la Muay Thai.

Così come tutte le arti marziali diffuse in Asia, si fa risalire il suo sviluppo al viaggio di Bodhidharma, monaco buddhista persiano (secondo alcuni indiano) che si recò in Cina presso il monastero di Shaolin e fondò la scuola chàn (nota a noi come zen attraverso il giapponese). A Bodhidharma viene attribuito l’insegnamento delle arti marziali e pare verosimile che la Muay Thai possa essersi diffusa a partire dal monastero Shaolin.

Numerosi sono gli occidentali appassionati di questa disciplina che si recano in Thailandia anche per allenarsi. Quando mi trovavo a Phi Phi Island ricordo di essere andato in un bar dove l’attrazione principale era la possibilità di assistere a combattimenti di Muay Thai tra gli avventori del bar. Ovviamente si trattava di un’iniziativa esclusivamente volta ad attrarre i turisti, poiché tra i partecipanti agli incontri (quasi tutti statunitensi) non vi era nessuno che si muovesse come un combattente tradizionale.

Il compenso per i più coraggiosi che salivano sul ring era costituito da una birra media offerta dal pub. Io, a fronte del rischio di farmi spaccare il naso, pensai che forse sarebbe valsa la per di spendere qualche baht per una birra, o addirittura di rinunciare a bere per meglio seguire gli incontri

Aspetti culturali da tenere a mente per evitare situazioni imbarazzanti

A seguire alcuni consigli pratici che potrebbero permettervi di evitare gaffes

Piedi:
In Thailandia i piedi sono considerati la parte del corpo sporca per eccellenza (una sporcizia sia fisica sia morale). VI consigliamo di evitare di sedervi come un allevatore texano con i piedi sul tavolo puntati verso il vostro interlocutore, poiché questo atteggiamento coincide con una grande mancanza di rispetto.

Allo stesso modo, evitate di puntare i piedi alle immagini del Buddha e qualora vi cadesse un oggetto, prendetelo direttamente con le mani, senza aiutarvi con i piedi per avvicinarvelo (quella tecnica che tutti usavamo a scuola quando ci cadeva una penna: ci stiravamo quanto più possibile per raggiungere la penna caduta con il piede e la facevamo strisciare fino a noi aiutandoci con la gamba).

Testa:
La testa è agli antipodi dei piedi. Mentre i secondi sono considerati sporchi e profani, la prima è reputata una parte sacra del corpo. Come ci si comporta con le parti sacre? Non si toccano.

Altre parti del corpo:
Quando visiterete templi e luoghi di potere (come il Grand Palace di Bangkok) dovrete curarvi di coprire le vostra spalle e le vostre gambe. Ricordo bene che davanti all’entrata del Grand Palace si aveva un gran commercio di pantaloni lunghi, senza i quali non era consentito di entrare nel Palazzo Reale.

Se avete tatuaggi raffiguranti il Buddha, vi consigliamo di coprirli. Non sarete certo arrestati dalla polizia, tuttavia in numerosi templi mi è capitato di leggere cartelli affissi che recitavano frasi di biasimo nei confronti di chi avesse tatuaggi raffiguranti il Buddha. Un biasimo comprensibile. Immaginate un Thailandese di fede buddhista che si reca nella città del Vaticano sfoggiando un tatuaggio col volto di Cristo.

Famiglia Reale

Evitate di esprimere opinioni negative circa la famiglia reale. Anzi, evitate di parlarne.

Noi italiani siamo abituati a parlare molto liberamente dei nostri politici, dai parlamentari ai ministri, dal Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio senza restrizioni. A chi non è mai capitato di fare un commento negativo (per non dire di peggio) sulle nostre figure politiche? Basti entrare in un bar di qualsiasi paese di provincia per assistere a una competizione di invettive su chiunque stia al governo o all’opposizione.

Ora, l’Italia è una Repubblica dove non ci sono figure come quella del re. La Thailandia, invece, è una Monarchia Costituzionale e la famiglia reale è molto importante, tanto è vero che esiste una legge a tutela della reputazione e della rispettabilità del re, ragione per cui nel paese vige il reato di lesa maestà, considerato un crimine gravissimo che può costare non meno di 15 anni di reclusione. Parlare male del re o della sua famiglia è un crimine. Evitate quindi di comportarvi come delinquenti secondo la sensibilità thailandese.

Oltre al reato di lesa maestà, vi è un altro reato che dovete stare attenti a non commettere: il vilipendio alla bandiera.

Potrebbe sembrare superficiale cosigliarvi di non strappare o danneggiare in alcun modo le bandiere thailandesi, vi è però un fatto di cronaca risalente a gennaio 2017 che vede coinvolti due ragazzi italiani (all’epoca di 18 e 20 anni) i quali hanno trascorso una bruttissima esperienza nel Paese del sorriso per colpa di un errore evitabile. Costoro infatti, ripresi dalle telecamere della polizia a strappare alcune bandiere tricolori thailandesi nei pressi di Krabi, sono stati arrestati, giudicati e infine espulsi dal Paese. Se la sono vista brutta, poiché per vilipendio alla bandiera si rischia di scontare due anni di carcere.

Valuta e metodi di pagamento

La moneta thailandese è il baht (THB, ฿), diviso in sei tagli di banconote e sei monete

Monete:
25 satang
50 satang
1 baht
2 baht
5 baht
10 baht

Banconote:
10 baht
20 baht
50 baht
100 baht
500 baht
1000 baht

Il Baht nel 2018 è oscillato tra un valore di circa 0,025/ 0,027 ฿/€. Il che significa che 10 baht equivalgono più o meno a 2,50/2,70 €.

Che cosa si può fare con 200 baht (circa 5,00 €)? Un importo tale vi consente di mangiare a pranzo o a cena un piatto tipico thailandese, bevanda inclusa.

Ovviamente se preferite andare in un ristorante di gran lusso che serve piatti della nouvelle cuisine, i prezzi sono completamente diversi. Ma che senso avrebbe andare in Thailandia per mangiare cibo francese?

Se avete con voi contanti da cambiare, vi consigliamo di andare nelle agenzie di cambio, invece che nelle guesthouse, poiché queste ultime offrono il servizio a un costo maggiore.

Carta di debito

Se invece siete partiti senza banconote, potete cambiare i soldi al bancomat (in inglese ATM, che non significa Azienda Torinese Mobilità, bensì: Automatic Teller Machine) con la vostra carta di debito. Sappiate che vi è una commissione, indifferentemente dall’importo prelevato di 150 baht, pertanto il nostro consiglio è di ritirare quanto più è possibile ad ogni prelievo per ammortizzare il costo fisso di 150 baht. Ovviamente dovrete poi considerare le commissioni applicate dalla vostra banca per prelievi all’estero, la qual cosa potrete farla chiedendo al vostro sportellista bancario di fiducia.

Potrebbe capitarvi di ritrovarvi in aree remote in Thailandia dove non è possibile prelevare Baht (qualche isola sperduta o qualche provincia non battuta dai turisti), per questo vi consigliamo spassionatamente, se avete in programma di andare lontano dalle rotte principali del turismo, di ritirare i baht prima di partire alla volta delle regioni meno conosciute.

Carta di credito

Il pagamento con carta è possibile nella maggior parte degli esercizi commerciali nelle città principali e nei ristoranti adusi a servire i turisti. Sappiate però che potrebbero applicare un sovrapprezzo del 3% alla vostra addition (conto), pertanto chiedete prima di pagare con carta il costo effettivo della transazione e avvisate la vostra banca prima della partenza per evitare di ritrovarvi con la carta di credito fuoriuso in Thailandia.

Telefonia

Il telefonino, come ben sappiamo, non è soltanto uno strumento usato per chiamare, ma un vero e proprio coltellino svizzero della società moderna. Sarebbe pedante elencare la quantità di cose che potete fare con lo smartphone, cosa che infatti salteremo a pie’ pari. Senza telefonino, purtroppo, siamo smarriti.

Io ad esempio, quando ero su Phi Phi Island ho avuto bisogno del mio telefonino per filmare due macachi di Buffon che si accoppiavano su una spiaggia umbratile. Durante l’accoppiamento un turista molto ferrato in etologia ebbe l’eccellente idea di andare a disturbarli e ne ricavò un bel morso: l’impronta della dentatura del maschio alfa di turno era ben impressa sulla carne del suo ginocchio.

Questo per dire che il telefonino, oltre a essere utile per effettuare chiamate, può essere usato per fare video di interesse antropo-etologico dai quali si evince che la nostra specie purtroppo sfigura davanti all’incredibile grado di civiltà dei cercopitechi durante l’amore. Insomma, homo sapiens 0 – scimmia thailandese 1.

Dopo questa interessante digressione, è utile sapere quali sono le principali compagnie telefoniche in Thailandia: DTAC, Truemove e AIS.

Per ottenere una sim card, dovrete presentare il passaporto e in pochi minuti avrete a disposizione una sim. Queste tre compagnie offrono un pacchetto con giga illimitati a velocità 3 g per i turisti fino a un massimo di 3 o 6 giga (dipende dalla compagnia), esauriti i quali la velocità sarà molto lenta. Pertanto vi consigliamo di fare buon uso di questo patrimonio di giga, per evitare di esserne a corto in caso di reale necessità.

Vi sono diversi pacchetti per i turisti. Il costo varia da un minimo di 5,00 € circa fino a un massimo di 16,00 €, dovete calcolare quanto a lungo rimarrete in Thailandia e quante chiamate o giga conterete di usare.

Il prefisso per chiamare in Italia e +39 (0039), il prefisso per chiamare in Thailandia è +66 (0066).

Acquistando una sim card, avrete una tariffa agevolata per chiamare l’Italia, basta comporre un codice (diciamo un pre-prefisso) prima del prefisso internazionale. La qual cosa vi consentirà di chiamare in Italia a un costo di circa 5 baht al minuto.
Il codice lo trovate sulla confezione che vi verrà consegnata insieme alla SIM.
Potete acquistarla comodamente all’aeroporto appena arrivati e per ricaricarla potete recarvi al 7Eleven, una catena di negozi di convenienza che si trovano ovunque in Thailandia e non solo.

Prima di partire, vi consigliamo di verificare che il vostro telefonino consenta di inserire SIM card di gestori diversi da quello che avete in patria, poiché potreste avere firmato un vincolo con il vostro gestore che non vi permette di inserire SIM altre da quella in vostro possesso.

Numeri utili:
Per ogni emergenza: 191, 123 e 999
Vigili del fuoco: 199
Polizia turistica: 1155 (il servizio è fornito in lingua inglese)
Ambasciata italiana a Bangkok: +66-2-250 4970.

Luoghi da visitare

Scrivere un articolo esaustivo su città come Bangkok, Chiangmai o Krabi richiede una conoscenza approfondita della storia nonché un’esperienza sul campo lunga abbastanza, cosa che io non ho. Posso raccontarvi brevemente la mia esperienza, consapevole che non potrà mai coprire tutto quel che c’è da dire.

Bangkok

Bangkok è la capitale della Thailandia e conta più di 8 milioni di abitanti. È una città tentacolare, piena di mercati e con un traffico incredibile. La zona più in tra i turisti è Khaosan Road, dove potrete trovare di tutto: ristorantini a tema, discoclub, ambulanti che vendono insetti da mangiare, zucchero filato e persino sarti (per lo più nepalesi) che in poco tempo sapranno confezionarvi un vestito su misura.

Più siete vicini a Khaosan e più i prezzi aumentano. Se dovete comprare da mangiare, potreste risparmiare qualche baht allontanandovi da quest’area.

Lungo il Chao Phraya è situato il Grande Palazzo Reale, residenza della famiglia reale peraltro visitabile al costo di circa 27,00 €. Prima di recarvi al palazzo reale, però, sarebbe meglio che vi procuriate dei pantaloni lunghi e una maglia che vi copra abbastanza, poiché l’ingresso non è consentito se non si è adeguatamente coperti (un po’ come nella basilica di San Pietro in Città del Vaticano). Fuori dal palazzo troverete ovviamente dei commercianti pronti a vendere pantaloni lunghi abbastanza e scialli a 3 volte il costo, pertanto il consiglio è di munirsene prima per non arrivare sprovvisti e dover pagare più del dovuto.

Vicino a Bangkok vi sono numerose località dove potrete trovare dei floating markets, ossia dei mercati galleggianti.

Che cosa significa mercato galleggiante? Significa un mercato che si snoda lungo un canale o lungo un fiume.

Ad esempio, a circa un’ora e 30 minuti dalla capitale potrete raggiungere con i pullman (da prendersi alla gare routière) Amphawa, un’amena località non così aggredita dal turismo di massa, dove potrete mangiare buon cibo, farvi fare un bel massaggio tradizionale (il massaggio migliore che mi sia stato fatto in Thailandia) e visitare un tempio letteralmente incastonato tra gli alberi o, a voler rendere meglio l’idea, ricoperto di radici aeree.

Spiagge

Le spiagge thailandesi attraggono milioni di turisti provenienti da ogni dove ogni anno. L’apertura al turismo di massa è stata piuttosto tardiva, intorno agli anni ‘70 del XX secolo. Località come Pattaya, Ko Samui e Phuket si sono sviluppate grandemente negli ultimi anni e le loro strutture ricettive sono in grado di soddisfare pienamente il flusso di turisti.

La Thailandia è bagnata da due mari:
Verso oriente si affacciano le spiagge sul golfo del Siam, un mare che è contiguo al mare cinese meridionale e che si colloca tra i mari dell’Oceano Pacifico.

La parte occidentale della Thailandia è invece lambita dal mare delle Andamane, situato nell’Oceano Indiano.

I lidi preferiti dai turisti si collocano nella parte occidentale del Paese, sul mare delle Andamane, nelle province di Phuket, di Krabi e di Trang.

Vero e proprio paradiso sono le isole Phi Phi, due isole nel mare delle Andamane diventate famose grazie al film “The Beach”, dove Alessandro Di Caprio recita la parte di un giovane occidentale in fuga dalla società dei consumi.

Cibo e bevande

La cucina thailandese è ricca e varia. Per gli amanti delle spezie, la cucina thai offre un’infinità di piatti dai sapori inusitati, molto diversi da quelli cui è abituato il palato italiano.

In modo particolare, rimarrete stupiti dalle modalità in cui le spezie vengono usate.
Il pepe, per esempio, è spesso fresco e aggiunto con tutto il grappolo (il pepe assomiglia vagamente all’uva nel suo aspetto, una sorta di grappolo in miniatura).Numerose sono le ricette in cui si impiega il latte di cocco, completamente sconosciuto nella cucina tipica italiana, che regala note dolci ai piatti.

In definitiva, quel che più colpisce della cucina thai è il mix di sapori dolci, acidi e piccanti, risultato di ingredienti sapientemente mescolati con equilibrio: succo di lime, latte di cocco, coriandolo (una sorta di prezzemolo), citronella.

Siate particolarmente attenti nell’ordinare piatti piccanti, poiché in Thailandia piccante significa, come recitava Paolo Villaggio nel Secondo Tragico Fantozzi: “palla di fuoco a diciottomila gradi”.

Ecco un elenco che potrà aiutarvi a destreggiarvi nei menù tipici thailandesi (solitamente redatti in inglese)

Riso

Il riso è l’elemento principe della cucina thailandese, per non dire dell’Asia tutta.
Talmente importante è il riso che in thailandese l’espressione mangiare il pasto è resa con kin khao, letteralmente “mangiare riso”.

Diversi tipi di cottura del riso distinguono i piatti.

Potete trovare crocchette di riso “khao chae”, riso al vapore “khao suai” usato per accompagnare altre pietanze (un po’ come il pane da noi in Italia); Riso fritto “khao phat” solitamente servito con carne di maiale o di pollo. Vi è persino un tipo di riso chiamato “khao tom”, servito come porridge per colazione e il “khao niao”, un riso molto inamidato appiccicoso, particolarmente amato nelle regioni Isan.

Insomma, tutta questa descrizione sul riso in Thailandia ricorda da vicino il monologo che Bubba faceva a Forrest Gump sui tipi di gamberetti e su come si possono cucinare, non trovate anche voi?

Noodles

I noodles assomigliano nell’aspetto ai nostri spaghetti, sennonché sono di foggia più spessa e fatti con farina di riso.

Il piatto più famoso della cucina thailandese, il “phad thai” è fatto con noodles di riso fritti in una salsa a base di tamarindo. Questo piatto è altamente personalizzabile: potrete chiedere la versione vegetariana, coi gamberetti o con carne di maiale o di pollo.

Oltre al pad thai vi sono altri piatti a base di noodle: il “ba mii muu daeng” che, contrariamente a quanto si possa essere indotti a pensare, non è un richiamo per i bufali d’acqua: si tratta di un piatto di noodles accompagnato da uova. Una cosa che potrebbe mettere a dura prova il vostro palato per il disgusto che abbiamo del sangue (sebbene nella tradizione culinaria italiana sia ben attestato il sanguinaccio) è il “guay dtiao ruea”, una zuppa di noodles servita con sangue di maiale.

Curry e zuppe

In Italia il curry è una spezia (o meglio una miscela di spezie) ben distinta che si può acquistare in qualsiasi supermercato. Il curry, però, non va intesa come una spezia in Asia (l’origine del termine sembra risalire a una parola Tamil, lingua dravidica, per indicare qualcosa che possiamo associare a una salsa). Il Curry va inteso come salsa speziata, non come spezia aggiunta ai piatti come si usa impropriamente da noi.

Ora, distinguere tra una zuppa e un curry non è molto facile. Vi basti sapere che il termine curry in Thailandia non ha lo stesso significato che sareste portati ad attribuirgli. Rinunciate a capire quale sia la differenza tra le zuppe e i curry e affidatevi ai termini che usano i locali (prospettiva che in antropologia si direbbe “emica”), così non potrete sbagliare. Le zuppe sono chiamate “tom” e i curry sono chiamati “kaeng” o “gaeng”.

La zuppa che non potete esimervi di assaggiare è il “tom yam goong”, agrodolce e servita con gamberi, citronella e galanga (una sorta di zenzero). La pietanza è molto piccante, ma potrete chiedere di servirla con un po’ di pietà per il vostro palato e sarete senz’altro esauditi.

Un’altra prelibatezza, fatta con latte di cocco, cui noi non siamo adusi, funghi e pollo è la zuppa “tom kha gai”.

Passiamo ora ai “gaeng”, vale a dire i curry. Potete distinguerle per il colore, vi è il “gaeng ped”, di colore rosso, il gaeng “kheow-waan” di colore verde e di sapore dolce e infine il “gaeng som”, di colore arancio e dal sapore di tamarindo.

Potrei continuare per altre 50 pagine a scrivere della cucina thailandese, dell’insalata, dei desserts, delle profumate e saporite bevande, non fosse che vi sono blog dedicati a tale argomento e che a quest’ora (sono le 20:23) mi sta venendo una gran fame e mi sto dannando per non aver assaggiato proprio tutto l’assaggiabile durante il mio breve soggiorno in Thailandia.

Prima di concludere questo breve paragrafo sulla cucina thailandese, ritengo però opportuno raccontarvi una cosa interessante: quando bevete l’energy drink Red Bull, state sorseggiando una bevanda di origine thailandese. Dietrich Mateschitz, cofondatore del famoso brand, scoprì durante un viaggio In Thailandia il Krathing Daeng, un energy drink piuttosto diffuso colà.

Fu così che, aggiungendo delle bollicine alla bevanda e smussando un po’ gli spigoli dei tori che si fronteggiano, il Sig. Mateschitz è diventato un imprenditore di successo. Chissà se anche voi, dopo un viaggio in Thailandia, memori del detto secondo il quale nessuno sarebbe un profeta in patria, non riuscirete a portare qualcosa di originale in Europa e diventare imprenditori di successo.

Salute, malattie e sanità

Il maggior rischio per la vostra salute in Thailandia è dovuto agli incidenti stradali. Infatti, la principale causa di morte per i turisti, non deriva dai morsi dei serpenti o a causa di qualche virus tropicale ma dalle conseguenze di un brutto incidente.

Vi consigliamo ancora una volta, come già scrivemmo più sopra, di prestare molta attenzione alla guida, in modo particolare di evitare di guidare di notte e sicuramente di guidare sobri.

In Thailandia potreste correre il rischio di contrarre alcune malattie tropicali quali la malaria, la febbre dengue e persino il virus zika (nel 2016 è stato isolato un focolaio di zika nel paese) e il chikungunya. Queste malattie sono trasmesse dal morso di zanzara (per la precisione della zanzara tigre, endemica del sud-est asiatico). Prendete le dovute misure per abbattere il rischio di essere morsi dalle zanzare (acquistate dei repellenti o se è il caso informatevi per la vaccinazione).

Un altro virus molto diffuso nel paese è l’HIV, questo non trasmesso dalle zanzare, come ben sappiamo. Prendete in seria considerazione questo rischio, poiché benché le terapie per migliorare la qualità di vita di chi ha contratto tale virus siano migliorate parecchio, non vi è modo di guarire.

Vi consigliamo, prima di partire, di consultare il sito Viaggiare sicuri, messo a disposizione dalla Farnesina dove potrete trovare informazioni molto utili e sempre aggiornate che vi consentiranno di scegliere con giudizio se, come e quando partire.

Igiene alimentare

Gli standard igienici in Thailandia sono piuttosto elevati rispetto al resto del sud-est asiatico. Potete mangiare e bere tranquilli anche acquistando street food. Certo, se vedete che il mercante di turno sta da due giorni con la stessa carne a cuocere al sole, evitate da acquistare da lui, ma questo consiglio vale ovunque, non soltanto per la Thailandia.

Una cosa a cui prestare particolarmente attenzione è il consumo di acqua: non bevete dal rubinetto, poiché il vostro fisico verosimilmente non è adatto a far fronte ai germi e ai residui chimici presenti nell’acqua thailandese. Acquistate acqua in bottiglia per evitare di essere soggetti a gastroenteriti.

Sanità

Lo studio e la pratica della medicina, nonché il sistema sanitario sono il fiore all’occhiello del Paese.

Il principe Mahidol, padre dell’amato e compianto del re Bhumibol e nonno del regnante Vajralongkorn, è stato studente e professore di medicina all’Università ed è considerato il padre della professione medica in Thailandia.

Per via di un più o meno consapevole etnocentrismo, siamo portati a pensare che gli standard, siano essi alimentari, culturali o sanitari all’infuori del nostro paese siano peggiori. Ebbene, posso affermare sulla scorta della mia esperienza che i medici thailandesi sono molto preparati, umani e le strutture private (io dovetti recarmi presso l’unica clinica privata di Phi Phi island) sono di tutto rispetto.

Prima di partire per la Thailandia vi consigliamo di prendere in seria considerazione la possibilità di stipulare una polizza di viaggio a copertura delle spese sanitarie, poiché potrebbe costare molto caro aver bisogno di cure mediche.

Consilgi Pratici in Thailandia: Politica, truffe e fauna

Politica

La Thailandia è una monarchia costituzionale nella quale la figura del re ha un’importanza preminente, che sfugge alla nostra comprensione di occidentali. Non dico che sia considerato come una vera e propria divinità come lo era (e io direi che continua ad esserlo) l’imperatore in Giappone, ma siamo molto vicini.

Da qualche anno a questa parte vi sono numerose proteste anti-governative da parte dei cittadini. Non è nostro compito schierarci da una parte o dall’altra, vi basti sapere che il 05 dicembre del 2013, quando il Re Bhumibol compì 86 anni i protestanti concessero una tregua per riverenza e in segno del rispetto verso il Sovrano. In Italia episodi del genere non potrebbero verificarsi, siamo pur sempre nel continente dove è avvenuta la Rivoluzione Francese.

Esimetevi dal fare commenti sulla famiglia reale e maneggiate con il dovuto rispetto le banconote che raffigurano il Re, poiché il reato di Lesa Maestà è una cosa seria qui, realmente perseguito.

Né i francesi né gli inglesi, che a lungo si spartirono il dominio sull’Africa e sull’Asia, riuscirono a conquistare la Thailandia e forse questa è una delle ragioni per le quali le lingue inglese e francese non risultano tra le lingue ufficiali (invece in molti paesi che furono colonie queste sono le lingue in cui è scritta la costituzione), quindi tenete bene a mente una cosa: il popolo thailandese è molto orgoglioso di questo fatto e la loro apertura nei confronti dell’Occidente va considerata una scelta ragionata, non la conseguenza di fatti storici sanguinosi.

Il mio consiglio è di rispettare qualsiasi cultura e qualsiasi Paese ovviamente, anche qualora questi siano stati colonizzati in passato.

Truffe

Il viaggiatore, per il ruolo che riveste, può essere soggetto a raggiri maggiori rispetto a uno stanziale. Scrivere di truffe in Thailandia è per me difficile e forzato, poiché a me non è capitato di essere truffato e anzi ho sempre trovato persone pronte a negoziare qualsiasi cosa.

Non è quindi la meta che visitate, ma la posizione che ricoprite che potrebbe portare qualche disonesto a raggirarvi. Queste cose capitano ovunque: a me è successo in Italia di essere soggetto a un costo maggiorato perché non “autoctono”.

In fondo pensateci bene, se non per onestà, perché mai un homo puramente oeconomicus (posto che questo idealtipo esista nel mondo reale) dovrebbe non trarre vantaggio da voi? Sarete nel paese per poco tempo, non potrete essere fidelizzati come clienti se non per una durata limitata (il tempo del vostro soggiorno), non conoscete il costo degli oggetti e dei servizi (non avete abbastanza esperienza per valutare se una cosa ha un costo maggiore rispetto a quanto dovrebbe costare) e per di più maneggiate cartamoneta a voi ignota.

Un atteggiamento che incontrerete spesso è da parte degli autisti di taxi e tuk-tuk di chiedere un pagamento ingiustificato per trasportarvi. Non credo che possa rientrare nella categoria di truffa, poiché sicuramente troverete un altro autista disposto a portarvi a destinazione a un prezzo per voi ragionevole.

A noi capitò a Phi Phi Island un episodio spiacevole, ma neanche questo lo chiamerei una truffa. Era il penultimo giorno di permanenza per noi, chiedemmo a un “barcarolo” di portarci in una delle spiagge dell’isola e pattuimmo, pagandolo in anticipo, che sarebbe tornato a prenderci presso la stessa spiaggia alle 18:00 esatte.

Quel giorno le condizioni peggiorarono parecchio e vi erano onde piuttosto alte, peraltro cominciò a piovere (stava per iniziare la stagione delle piogge). Quel giorno il barcarolo non tornò e noi riuscimmo a tornare al nostro hotel attraversando la piccola foresta dell’isola, accompagnati da una guida turistica francese che si rivelò provvidenziale, era venuto con due turisti tedeschi sulla stessa spiaggia nella quale stavamo aspettando il ritorno del barcarolo.

Io pensavo di dormire sulla spiaggia, in fondo c’era una rientranza nella quale si poteva essere sufficientemente riparati dalle precipitazioni e la temperatura, nonostante la pioggia, non metteva a rischio la nostra vita. La guida turistica però ci sconsigliò vivamente di farlo, raccontandoci che le scimmie isolane sono piuttosto curiose ed aggressive e che sull’isola vi erano scorpioni e serpenti pericolosi. Non ho mai approfondito la veridicità di questa storia, non posso valutare se gli animali dell’isola siano a tal punto pericolosi, non ho mai sentito di turisti sbranati dalle scimmie o morti a causa di un morso, tuttavia sono davvero molto grato a quella guida.

Il giorno successivo, prima di prendere il ferry-boat per raggiungere Phukhet e poi la Malesia, decidemmo, io e la mia compagna, di tornare sulla spiaggia dalla quale partimmo per lamentarci dell’accaduto col barcarolo che non tenne fede alla parola data, ma purtroppo quel barcarolo non lo trovammo. Trovammo però il responsabile del servizio, che sedeva sotto un riparo di foglie e contava i soldi. Questi parlava inglese, però quando raccontammo di voler almeno riavere l’importo pagato in anticipo il giorno precedente, costui dimenticò completamente l’inglese, dicendocelo peraltro in questo modo: “I don’t speak english!”.

Insomma, voleva prenderci per i fondelli. Fortunatamente avevamo due ore di attesa prima di prendere il ferry-boat, così Deni, la mia compagna, decise di lamentarsi a voce alta per tutto il tempo necessario e magicamente, dopo un po’ di caciara, con tutti i turisti che si giravano a guardare noi e il “capo dei barcaroli”, quegli decise di darci il maltolto e di continuare il suo ufficio indisturbato.

Droga

La Thailandia ha leggi molto severe per quel che riguarda il possesso, l’uso o il traffico di droga. La faccenda è piuttosto seria e si rischia di essere imprigionati a vita se non la pena capitale. Evitate in tutti i modi di accompagnarvi a turisti che fumano senza troppe preoccupazioni marijuana e cacciate via chiunque vi proponga di acquistare droga.

La pena comminata varia a seconda del tipo di droga, della quantità e dall’intenzione dichiarata dal trasgressore. Potrebbe succedere di trovare un ufficiale disposto a chiudere un occhio, ma direi che non valga la pena rischiare tanto in un paese straniero noto per la sua durezza circa la questione.

Se volete fumare marijuana andate in Colorado, in California, in Canada, in Spagna o persino in Corea del Nord, dove il consumo di cannabis non è illegale. Sappiate però, nello specifico, che in Corea del Nord potrete anche essere liberi di fumare la marijuana, ma avrete ben altri problemi.

Fauna pericolosa

Parlate con un biologo, vi dirà che più si è vicini all’equatore, maggiori sono le forme di vita. Maggiori sono le forme di vita, più probabile è che alcune di queste siano pericolose per l’uomo.

Tra gli animali più pericolosi per la vostra incolumità, il primo posto va sicuramente attribuito alla vespa di mare. Ricordate il film Sette Anime? Beh, non voglio spoilerare. Guardatelo e poi capirete a cosa mi riferisco.

La vespa di mare è una medusa che, come tutti gli animali, ha anche un nome scientifico in latino che mi rifiuto di menzionare. Sappiate che una strisciata dei suoi tentacoli può portare alla morte per arresto cardiaco in breve tempo. La buona notizia è che esiste un antidoto, la cattiva notizia è che deve essere somministrato tempestivamente.

Un altro animale molto pericoloso è la tigre indocinese. Tuttavia, data l’esiguità della popolazione e il fatto che si attesti la sua presenza soltanto nel nord del paese, riteniamo altamente improbabile che vi imbattiate in questo temibile predatore.
Al terzo posto si attestano i serpenti. Particolarmente nocivi sono il cobra reale, il cui morso può stroncare un elefante, diverse specie di vipere letali e addirittura serpenti di mare, abili nuotatori e muniti di un veleno assai tossico.

Altri animali pericolosi in cui potreste imbattervi sono i cani randagi (che potrebbero trasmettervi la rabbia), le scimmie (anch’esse probabilmente rabbiose) e i ragni, non letali ma sicuramente dal morso piuttosto doloroso.

In modo particolare state attenti alle scimmie. Ho visto in prima persona un turista troppo baldanzoso andare a disturbare una scimmia e ricavarne un morso. Lasciate le scimmie in pace e non disturbatele.

Conclusioni

Lungi dall’essere una guida di viaggio esaustiva – molte altre cose andrebbero scritte – mi auguro che le informazioni qui contenute possano aiutarvi a scegliere razionalmente quali rischi affrontare e quali evitare, quali luoghi potrebbero essere di vostro interesse e quali potete evitare di visitare (in fondo non si può visitare proprio tutto).

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